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domenica, 19 ottobre 2008

Maddalena e la Chiquita

 

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   Maddalena è un’anziana maestra in pensione. Ha superato gli ottanta da tempo ed è la spina nel fianco della mia amica Rita, che, sensibile e disponibile con le persone, se la deve sciroppare perché per infausta sorte è la sua vicina di casa.

   La vecchia signorina (felice mille volte l’uomo che l’ha scampata) è un soggetto dal carattere insopportabile. Mi è capitato più volta di sorbettarmi gli aneddoti sui suoi “quaranta maschi”, cioè gli alunni che ha portato alla licenza elementare, e non posso negare, tra altri suoi meriti di maestra valente e sensibile, la sua prodigalità verso i bambini in stato di  bisogno.

   E’ molto egocentrica ed autoritaria, e se avesse cinquant’ anni di meno potrebbe far divertire qualche masochista in vena di obbedienza assoluta. Piuttosto logorroica, la si può sostenere solo a dosi omeopatiche se si vuole evitare un senso di stordimento neurosensoriale.

   E’ molto bigotta. Si fa accompagnare a messa la domenica, ma pretende che il rito sia quello offiziato da Padre Chiapparini, che è all’altare alle sette del mattino, e lei, fornita di registratore, siede in prima fila, cascasse il mondo, con pelliccia e colbacco in inverno, in seta lucente d’estate, non immaginando che il povero prete ogni tanto chiede della benedetta figliola, aggiungendo “ma ancora non è morta”?

   E’ amica di un congruo numero di suore, distribuite in tante parti d’Italia, che chiama tutte per telefono durante il pranzo della domenica. Spesso le invita a casa sua e la mia amica Rita diventa in quei giorni assolutamente irreperibile, trasformandosi nel taxy “madonna 56”. Le monache, da anime viaggianti, portano in dono acque miracolose e gadget di cui però Rita si disfa immanentemente…

   La maestra Maddalena è talmente esigente da cadere nel comico. Poiché certi suoi alunni, ormai attempati medici, si occupano della sua salute, lei ricambia con doni, ma facendo impazzire chi deve girare tutta Roma per acquistarli esclusivamente in negozi di sua assoluta fiducia. Così, fa incetta di infiocchettati, farciti panettoni per Natale e di colombe iperdecorate per Pasqua. I sostanziosi presenti di ottimo vino, poi, farebbero la felicità di ogni intenditore…

   Ogni santa domenica si autoinvita dall’amica, portando il coniglio preparato in umido. Lo cucina lei e immagino, a sentire del vorace modo in  cui se lo pappa, che si diletti a scuoiarlo vivo, per metterlo quindi in pentola sotto massiccia dose di olio ultravergine come lei. La temperatura a cui il povero e prelibato animaletto deve essere servito la “magna magistra” ha stabilito che sia quella tipica della fusione del piombo, perché avvertono sempre troppo freddo le sue esigenti papille gustative.

   Inutile raccontare che il parrucchiere la manda a quel paese, idem la podologa, mentre una pia fanciulla, raccomandata da Padre Chiapparini, in servizio come colf, all’ennesimo ninnolo da spolverare, e dopo aver tirato giù tutti i lavori di pongo e cartoncino dei suoi antichi alunni, dopo l’ennesimo rimprovero, le ha dato un violento spintone, con una benedizione in rumeno che, tradotto in romano, suonerebbe: “L’anima dè li mortacci tua che mica te reggo e te piasse ‘n corpo e sporverateli tu st’impicci invece de stamme addosso come ‘na piattola…”

   Veniamo all’ultimo episodio. La signorina, che, per legge di karma, ha denti da coniglio, per frutta consuma solo banane Chiquita, quelle col bollino blu. E questo bollino deve essere ben appiccicato in ogni frutto, come un marchio a fuoco…Si è pensato di farle un dispetto ordinando in tipografia dei falsi bollini, ma il fruttivendolo ha le vere banane Chiquita, quelle dieci e lode, quelle che chi ha un briciolo di sensibilità non acquista perché prodotte con lo sfruttamento del lavoro in paesi governati di fatto dalle multinazionali. L’ultimo acquisto riportava la scritta, sull’adesivo, “Chiquita Ecuador”. E Maddalena ha accusato Rita di averle acquistato un prodotto taroccato, un falso, una sottospecie, una non nobile banana. E’ stata presa per le buone, col sorriso, ma il rimbrotto è durato per interi giorni costringendo la mia amica a scendere dal negoziante a chiedere se si trattasse proprio di un tarocco o del fallico frutto di origine controllata. Il negoziante conferma che le Chiquita vengono davvero dall’Ecuador, per cui non ci sono gli estremi per una accusa di truffa e Rita torna a casa a spiegarle, con divertita pazienza, che non può pretendere che i banani crescano nel giardino sotto casa o nelle aiuole di Via Appia. Inutile ogni argomentazione, lei continua a  blaterare così : “IO VOGLIO le Chiquita e BASTA!!!"
   Niente da fare quando CERTE banane si ficcano…in testa…!

 

Ringrazio l’amica Rita per la sua simpatia e per il permesso alla pubblicazione di questa sua disgraziata avventura consentendomi di non modificare i nomi.

 

                                                            Danis

 

 

 


postato da: xdanisx alle ore 15:53 | link | commenti (171)
categorie: spiritosaggini, maddalena conigli e banane