DUE AMICI
Sto vivendo il dolore per la perdita di due persone carissime, scomparse a breve distanza l’uno dall’altro, per la stessa patologia. Francesco viveva tra i libri col suo gatto Bonì, un affettuoso randagio di San Giovanni.
Ieri ci ha lasciati il fraterno amico Silvano, spirito pagano e cultore della romanità, che viveva anche lui solo con la cagnetta Lilla.
Entrambi privi di saldi riferimenti familiari, ci avevano abituato alle telefonate quotidiane, alle visite, alle confidenze, all’apprezzamento dei pranzetti alla buona che loro, negati per la cucina, seppur buone forchette, gradivano moltissimo...
Pur diversissimi per carattere ed esperienza, nonché per aspetto fisico, li accomunava la vivacità di spirito, la sottile ironia, l’intelligenza e l’amore per i libri.
Silvano, non ateo, si sentiva “pagano” ed aveva grande forza d’animo, tanto che sapeva del male che lo aveva preso e ne parlava con disinvoltura, mentre Francesco, filosofo agnostico, era tutt’altro che coraggioso, per cui i medici gli nascondevano tutto.
Erano entrambi dei sottili provocatori. Quando, ad esempio, tanti anni fa, un Papa visitò una periferia romana, Silvano si intrufolò tra la folla esultante per fargli il gesto dell’ombrellino e proponeva che si stampassero calendari nei quali si sostituissero, ai nomi dei Santi, quelli dei tanti bruciati vivi nel periodo della Inquisizione. Francesco, molto sedentario, la sua irriverenza la praticava in termini meno chiassosi, ma non per questo meno graffianti, all’indirizzo di chi dava mostra di sentirsi importante e potente.
Molto ferrati in materia di storia, anche politicamente erano entrambi molto trasgressivi rispetto a quanto oggi viene ritenuto, da destra a sinistra, corretto e democratico, e sostenevano che non c’è in effetti né vera libertà di pensiero né vero pluralismo politico. Insomma, erano degli anti-sistema e sicuramente, in una ipotetica trasmissione televisiva, avrebbero creato più casino, gratis, di certi remuneratissimi conduttori…
Ciao, Francesco! Ciao, Silvano!
