INCONTRO
(commento, pubblicato sul “Satiro Saggio”, al racconto "ROMA" dell’amico Q.)
Scese le scale infilandosi nel centro di una città che gli portava un freddo pesante, si strinse nel giaccone col brivido di gelo esistenziale. Aspettava forse un rifiuto per non rimanere nell’indefinito, per aver voglia di dirsi “non va”, ed il vento gli colpì il viso mentre con le mani in tasca cercava un passo meno nervoso…Il vento ancora ed una incrinatura nel cuore, un dolore che non sapeva quantificare. Solo, in quella sera persa. Si distrasse con fatica ed offrì alla sorte uno spicchio di serata di tardo autunno, malinconica e trapassata da parte a parte, per quei misteri che non trovano parole se non in un “non sto bene”…Gli sembrò di aver visto l’acqua della fontana di Piazza Farnese deviata, ma il movimento gli stava regalando un calore quasi scomposto ed una emozione di nessun peso, un battito da non calcolare. Persino le locandine dell’edicola notturna erano ferme e si chiese come questo cielo potesse governare così in fretta i suoi elementi…Gli parve di vederla da lontano, appena smagrita, ed intuì un sorriso aperto. Lei gli corse incontro per tuffarsi tra le sue braccia che l’accolsero forte, tra baci e repentini distacchi e poi ancora forti strette nella gioia di ritrovarsi…Le sue mani, piccole e calde, si intrecciarono con le sue, le dita a farsi gioco di carezze piccine piccine, unite nella tasca del suo giaccone, e Roma non parve poi così fredda ed ostile…
danis
