PREGHIERINA ‘MBRIACA

E’ nato er Pupo Santo.
«Ho camminato tanto-
dice Giuseppe, e penza-
Maria è rimasta senza
le forze e nun c’è ‘r foco,
je ce vorebbe ‘n poco
de robba de sostanza,
poraccia, co’ la panza,
ma quanto ha faticato!
Er parto era annunciato,
ma sta pora creatura
è bianca da paura».
Giuseppe se dispera,
ma quanno ariva sera
ecco li contadini
che porteno li vini.
Un sorso ppè Maria,
dè madre la più pia,
e ar povero marito
je se ne versa ‘n dito.
In cielo la cometa
guida tutti alla meta,
je porteno er capretto
cò tanto de rispetto,
e pure li formaggi,
artro che lì tre Maggi.
Er pupo pija er latte,
de certo nun s’abbatte,
se sente riverito
e puro ‘n po’ stordito.
«Oh, Ma’, te sei ‘mbriacata?»
Hic, hic, ma la poppata
inebria er Bambinello:
«anvedi quant’ è bello
attaccasse alla zinna,
e mo’ faccio la ninna».
La Madre der Signore
se sente no splendore
tranquilla e rilassata,
cor vino sè scallata.
Giuseppe ha tracannato
e mo’, russa, beato.
Stappamo ‘na bottija
pe’ la sacra famija.
Gesù noi te pregamo:
pure ner tempo gramo
facce la grazia bella
d’avecce ‘na padella
pè mette pranzo e cena,
te famo ‘na novena.
E dacce anche da beve
cor sole o co’ la neve.
Brindamo, ch’è Natale,
cor vino celestiale!
Danis dic.08
DOSTO & YEVSKI
con
BLEK & N’DEKER

Ieri sera, sfidando la pigrizia da freddo metropolitano con umidità annessa e connessa per persistente e dispettosa pioggia prenatalizia, sono andata con Alberto ed amici a vedere uno spettacolo dal titolo “Allegro confuso…ma non troppo” al Teatro Arcobaleno.
Straordinari i cinque interpreti, che si definiscono “avanzi di conservatorio”. L’esile trama è un pretesto per virtuosismi musicali e scenette di abilità con due soli strumenti, un pianoforte ed un contrabbasso, cui si aggiunge la bellissima voce del personaggio della sarta, Donna Olimpia, che, stanca di rattoppare e sistemare i vestiti di scena, vorrebbe invece darsi al canto e soffoca la frustrazione con l’aiuto dell’alcol. Dosto suona il piano, Yevski il contrabbasso, Blek e N’Deker sono l’elettricista ed il macchinista. La comicità nasce dalla continua e fantasiosa interruzione della performance dei musicisti “veri” da parte degli altri tre.
Pezzi di Mozart, Beethoven, Strauss, ed altri autori classici eseguiti con viraggio verso marcette e motivi popolari esilaranti, come si dice in gergo; una rivisitazione de “Nannì: na gita alli Castelli” che una nostra amica straniera non ha potuto apprezzare, ma che ci ha fatto ridere tantissimo.
I cinque, in sostanza, creano uno spettacolo musicale arricchito con giochi di abilità da veri mimi e con sincronismo di gesti sui due strumenti che diventano una singolare orchestra. Persino una scala da imbianchino si fa strumento a fiato, e mani danzano sul pianoforte, “travestite” da scarpette, grazie al gioco di luci.
E’ uno spettacolo che ha avuto un seguito nel vicino ristorante. Gli attori – musicisti sono straordinari anche fuori dalla scena ed io, sull’onda di una recente serata, mi sono continuata a divertire insieme a loro davanti ad una “cofana“ di insalata.
Credo proprio che il prof. Leone De Fortis apprezzerà questo nuovo modo di reagire alle intemperie, non solo metereologiche.
Danis
La foto è di Alberto
DU’ PAROLE RUSPANTI
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La vita è ‘na gran bolla de sapone,
dice Francesca ch’è giovane e bella,
la soffi, vola in aria, che emozzione,
er trillo breve de ‘na campanella…
Pè Mauro che conosce li valori
dell’amicizia e delli sentimenti
la vita è fatta de mille colori
come de ‘na serata i bei momenti.
Enzo dice che er vero stà ner mezzo,
che tengono raggione Mauro e Franca.
La vita sta ner pane che io spezzo,
er culo che s'appoggia su 'na panca.
Ed io ve dico: Sì, se semo visti
e se volemo bene, nun ce piove,
e quanno provi li momenti tristi
l’amici stanno lì, nun stanno artrove.
Me piace ripenzà alla tavolata,
ar vino, ar cacio e pepe e le porpette;
la vita troppe vorte è ‘na tranvata,
ma ar core ce mettemo dù pecette.
UNA BELLA CENATA
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(Meglio una polpetta oggi che un semolino domani)
Il prof. Leone de Fortis, da me interpellato telefonicamente, mi ha consigliato di distrarmi e di superare il momento malinconico e la blogpatia, frequentando amici simpatici e dedicandomi a piacevoli attività.
L’occasione si è presentata venerdì 5 dicembre, quando, invitata per un incontro tra blogger, mi sono ritemprata spirito, fisico e apparato digerente, insieme con pochi ma meravigliosi amici splinderiani.
In una capitale piovosa, ma sempre dolce e conviviale, ci siamo incontrati ed abbracciati di persona. Eccoci:
Sottolanevepane (FLAVIO)
MauroPiadi (MAURO)
TartaMara (MARA)
Ozne (ENZO)
Targhina (FRANCESCA)
PablodePablis (PAOLO)
Darix73 (DARIO)
P.V.64 (PIETRO)
XDanisx (SABINA)
ALBERTO si è dilettato nello scatto fotografico e tutti nello scatto ai quattro palmenti.
La terapia mi è sembrata piuttosto riuscita. La “Tavernaccia” è stata ospitale e la tavolata tra le migliori della mia carriera di frequentatrice bettoliana casereccia.
Ringrazio chi ha sfidato le intemperie e mi auguro di rivedere presto tutti gli amici, oramai veri.
Per la serie “pochi ma buoni” aggiungo che abbiamo dedicato un secondo di raccoglimento alla salute degli assenti, prima di scattare all’attripata di polpette al sugo.
L’amicizia è un forma di energia davvero alternativa, in tempi di virtualità imperante!
