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sabato, 30 giugno 2007

OPERAZIONE S.S.S.

(sogni di sesso selvaggio)

 

Lo scritto, di pura fantasia, non pretende di entrare nel sentire degli uomini.

 

 

Si parlava e si fumava con Erminia, nella panchina del giardino della “Casa di riposo per anziani Villa Santa Spaturnia”, proprio di fronte al reparto degli uomini. E’ un edificio a sè stante. Temeva, la direzione, qualche incursione notturna per intrecci di artrosiche con attempati un po’ provati nelle loro funzioni sessuali?...

 

Si parlava. La secca, dalla finestra ci urla di non fumare, che fa male alla salute. “Ma alla z…tr… le daranno il premio Nobel?! Te la immagini vestita a festa davanti all’Accademia di Svezia con abito lungo, si fa per dire, e rossetto sulle guance…abitone over size stile gasometro ed il Nobel per la Medicina alla Esimia Secca Rachele per emeriti studi sui danni da fumo?…”, e giù risate nervose ed incazzate….

 

“Sta fija de na mignotta che magna e beve e…”. Aspirate di fumo profonde, quasi a farle dispetto, poi la cicca in terra, schiacciata con il piede di Erminia, come il capo del serpente dalla Madonna…

 

Arriva il tipo del rifornimento dispensa. E’ un bell’uomo, non giovane, mi supera per età, ma è proprio un bell’uomo. Ora, in estate, veste un jeans disinvolto, è snello, ha spalle larghe da lavoro, non da palestra, ed è sudato, la maglietta è chiazzata. Erminia mi fa gomitino e dice che sente puzza di testosterone e che se proprio dovesse schiattare, vorrebbe prima ripassare la “grammatica”, perché è tanto che non si fa, e che non si fa bene, è un’eternità…

 

Partono ricordi di ragazze, di donne, di avventure del tempo di Chicchinnino. E Berta filava e lei faceva la sarta, e proprio nel retro la prese, e gli spillini rotolavano mentre inginocchiata tentava di fissare un orlo…Un ricordo che si fa allegro, a tratti irriverente, poi diventa una sbronza triste, e parole e parolacce e ricordi che comprendo e storia che conosco, ma  Erminia oggi è così…

 

Si sposò con quell’uomo che l’aveva portata in paradiso, ebbero figli e poi fu presto un virare verso il disordine, rientri e tradimenti e vino e corna e botte, finchè la borsa, a lungo minacciata, non divenne solo una minaccia o un simbolo totemico, ma  una borsa autentica, di pochi effetti lasciata fuori dall’uscio di casa…

 

****

 

Le dico che si invecchia prima, che se fossimo uomini avremmo un’età più che appetibile, ed occhiali da sole, e felpe firmate e chiavi di auto, e ragazze di 30 anni più o meno, da portare in giro, accessoriati in tutto per quel cazzo di cromosoma y di cui bisogna essere all’altezza…

 

Ragazze sorridenti che lasciano baci di rossetto che poi tolgono con le dita sul viso, inebriate dal dopobarba, mani piccole che si intrecciano alle nostre, mani che si insinuano a sbottonare camicie, a graffiare e coccolare, e poi risate…

 

Donne che non ci appartengono, capaci di femminili, piccole pazzie. Biglietti d’amore e “amore ti penso, dove sei, mi manchi, ti sento, ti sento, mi manchi, ti amo, ti adoro”. Occhi troppo premurosi: “cos’hai, sei stanco, come va, che ti succede”, e sguardi, ed appena un po’ di barba a far arrossire una pelle delicata che non appartiene ad un’anima candida. “No, così no, aspetta”. Capelli sempre troppo lunghi, capelli profumati, ordinati, sudati, capelli ovunque…capelli scuri e di tutti i colori e “ti piaccio così?” “Ma come eri?”. Capelli selvaggi e raccolti con le mani, capelli. Capelli dove tuffarsi, da respirare, da trattenere, capelli sempre puliti (terrore per capelli invischiati di lacca), capelli da trovare ovunque, estranei, diversi, adorabili, indomabili, orgogliosi e sfacciatamente esibiti come arma di seduzione…

 

Messaggi e telefonate e piccoli doni che finiscono nella tasca e lampo che si aprono e labbra che si accostano. Avremmo baci al volante e seni turgidi ed impazienti e gonne che si ammorbidiscono attorno ad un corpo di donna bella, carina, passabile ( a volte neppure…).

 

 

Donne abbronzate, donne truccate, donne con un tocco di mascara e un profumo da annusare. Creme alla vaniglia su spalle morbide, e mani e piedi perfettamente curati, (lo smalto smozzicato proprio no!),  profumo di Acquolina, infantile sulle ragazze, J’adore su donne già fatte e Opium, troppo invernale, e Samsarà (o le orribili essenze indiane), e quel profumo di umore naturale che non si deve nascondere, benedette, non capiranno mai !

 

Avremmo cene da pagare e caffè da offrire e capricci da assecondare e notti da giustificare, se avessimo la stessa età...

Vestiti da sfilare, magliette da sollevare, odore di doccia e vapore per perdere la testa. Biancheria da slacciare, pizzi colorati, nero che confonde, slip di ogni genere, qualche caduta di stile da sopportare (no, il rosso capodanno, no!) e braccia aperte e baci leggeri e veloci, baci che lasciano il segno, porcamiseria, e corpi da esplorare seppure già esplorati da troppi…e gambe aperte da festeggiare e caffè e caramelle, e proposte cretine ed occhiali da rimettere sul naso, e cellulari da spegnere e uscite da programmare, “Dove la porto, alla giostra?”, “Questa alla mostra no, che non sa neanche chi cazzo era De Chirico”…

 

Persino il peluche da applicare con la ventosetta sul vetro della macchina, per poi toglierlo subito (figura di merda coi colleghi...), orecchini da trovare, collane che si annodano…No, Tiziano Ferro da ascoltare e Laura Pausini con ricanto sopra…poveri Pink Floyd…

 

Parole di poco senso…ti voglio, ti amo, scopami, ti scopo, ti appartengo, sono tua, non sei mio, ma…una porta di casa da riaprire e qualche momento da rievocare, qualche emicrania da sopportare, qualche defaillance da stress…

 

****

 

Erminia schiaccia la sua cicca. Con rabbia, con violenza, come volesse annientare la maledizione di essere donna, di essere una bestiola ferita, una persona offesa, e continua a guardare l’uomo con gli scatoloni che troveremo sotto forma di sbobba, minestre scotte e caffedorzo chiaro e tiepido in tavola…La secca sta ancora in finestra: armadio di ciccia cattiva, con quel rossetto sulle gote. La stronza da maltrattare, da torturare, da  uccidere, per uccidere la secca che è in tutte noi…stronze , stronze anche noi, stronze!

 

Le regalerò un portacenere ad Erminia. Un portacenere da borsetta, di smalto e argento, lei mi prenderà in giro, ma giuro su Dio che sarà il prossimo regalo che riceverà. Sorrido all’uomo che mi sorride…Vorrei, bell’uomo, vorrei, vorrei, vorrei… ma ho già dato!

                                                             

                                                            Danis

 


postato da: xdanisx alle ore 13:58 | link | commenti (106)
categorie: villa spaturnia
lunedì, 25 giugno 2007

foto 066cEVASIONE

 

 (Vecchiacce all’attacco)

 

Quella di ieri è stata un’evasione in piena regola dalla “Casa di riposo per anziani Villa Santa Spaturnia”, dove sono in detenzione senza aver commesso reati. Vado alla cronaca dell’evento:

 

Solo un po’ di polvere” soporifera” nel caffè che le badanti assumono in continuazione, mentre fanno del fantastico “gossip” gratis, senza comprare “Novella 2007” e “Cronaca Verace”, e mentre urlano: “Arivoooo, l’animaccia tua che t’ho cambiato er pannolone adesso”…

 

Ho organizzato il colpo “Vecchie all’arrembaggio-scappiamo con coraggio”. Dormono con la bocca aperta, le badesse-badanti. Hanno capelli scuri tinti in casa, con ricrescite bianche, grembiuli celesti. Il loro peso corporeo supera i 100 kg. Se ne salva una, Rachele, che, essendo infermiera professionale, si sente unta di divina onniscienza. Lei pesa 90 kg. per 1,45 di bassezza. La chiamano “la secca”, le colleghe, noi “…….”. E’ la peggiore e fa dell’umiliazione una nobile arte, sa mettere le sponde ai letti e maledirci sottovoce. A lei, ogni tanto, metto del “guttalax” nel limoncello che nasconde tra i cioccolatini ed i beni di conforto che qualche parente le dona, non per simpatia, diciamo, per tenersela buona. Ieri era più ciucca del solito e l’evasione s’è fatta!

 

L’occasione è stata fantastica. Si è sposata mia nipote Egizia con Maurizio. Il matrimonio ha avuto una lunga preparazione, circa due anni. Ricordo che quando Maurizio è entrato, per un Natale, in veste di fidanzato, mia nipote mi ha telefonato per avvisarmi di essere misurata, di non farle fare brutta figura…insomma noi vecchiacce siamo una spina nel fianco…per i nostri cari, per i meno cari, per il mondo intero: improduttive, rincoglionite o troppo sveglie o svagate, siamo la cattiva coscienza, lo specchio in cui i giovani si guardano, scuotendo la testa al pensiero della vecchiezza, idea da cacciar via, da allontanare, perché c’è tanto tempo…

 

Per l’occasione ho indossato l’abito bello, ma i tacchi, dopo la rocambolesca fuga dal reparto “Transito carrozzine disabili” che il nostro complice, l’ammazza scarafaggi del reparto, ci ha aiutato a poggiare sul muro del piano terra, fino alla finestra…le ho indossate dopo. Sono scesa con pantofole di cotone nero, sfondate per l’usura…

 

Ho sistemato i capelli da me. I rolli me li ha messi Erminia, la vicina di letto, che mi frega sempre a carte e mi ruba le sigarette…comunque una cosa fantastica!

 

Arrivo in chiesa prima della sposa, aspetto e vedo il riso misto a petali di rose in un cesto, i testimoni sono omaggiati di una gardenia, io rubo un bocciolo e lo appunto all’abito di mio padre. Arriva la sposa, di stupefacente bellezza, con un abito difficile da descrivere, capelli rossi, ricci, lunghi. Ricordo l’apparecchio ai denti….La vecchia zia non piange, è solo felice e rievoca il giorno in cui l’ha vista appena nata, con mia sorella che le teneva la testa con una mano e le diceva “bella, bella, bella”…

 

Il ricevimento si svolge in una villa bellissima, ambiente piacevole, menù curato dai neosposi, più che esperti nel campo della ristorazione…

 

Tre ragazzi fanno musica, discreta, nulla che distragga. C’è un sax, un giovane  alla tastiera ed una fanciulla che canta. La sua voce  ricorda, per certe incrinature quella di Rosanna Casale, certi virtuosismi fanno pensare a Giorgia. E’ piccina, veste un abito sobrio, nero. Ai lati della pista mi sorprendo ad ascoltare “Imagine”, non posso che fare un intimo playback, poi mi avvicino, mi complimento e scherzo sul diverso destino di Gigi D’Alessio e di Albano, sorridono, mi ringraziano e li vedo avvicinarsi, di corsa, al buffet dei dolci…

 

Dopo il taglio della torta, Egizia cambia abito e ne indossa uno beige, con lustrini, inizia a ballare. Al microfono ringrazia mia sorella per l’acconciatura, che è stata semplice nell’effetto, quanto laboriosa, ringrazia mio fratello, che fa il fotografo, e la cugina che si è occupata del trucco. Si fanno, piacevolmente conversando, le due…

 

Una doccia veloce, fredda, scende dal bagno ammuffito del reparto “Infermieria geriatrica d’urgenza”…

 

Qualche mentina per camuffare l’odore dei beveraggi. Svesto il mio abito e indosso la camicia di flanella felpata, tolgo il cuscino con cui, come nei film, avevo inventato la mia sagoma, Le zanzare si beccano qualche accidente…se mi pungono, adesso, si sbronzano.

Ripenso agli auguri che ho portato ai ragazzi a nome di Ery e di Gianni, ai 3 saltelli che ho fatto esprimendo un desiderio, come mi ha consigliato un’altra nipotina virtuale. Ho pensato al tipo che rifornisce la cucina, e porta mele più avvizzite delle nostre tette, lui è niente male, ma…Chissà, i desideri si esprimono spesso con la certezza che non si realizzeranno mai…

 

Dalla casa di riposo per anziani (OSPIZIO) Santa Spaturnia, è tutto. La secca ancora dorme, con l’I-Pod ascolto Rino Gaetano a palla. Butto le babbucce da notte nel cesso: Dio che liberazione!

                                                                                     

                                                                                 

                                                                                  Danis        

 

 

 sabi24giu07


postato da: xdanisx alle ore 19:29 | link | commenti (72)
categorie: villa spaturnia
martedì, 19 giugno 2007

IL CHIAR.MO DOTT. PROF. LEONE De FORTIS

CERTIFICA

che la blogger DANIS, affetta da insonnia, cefalea persistente retroorbiaria, distonia,  esoftalmo bilaterale, confusione mentale e paturnie emotive,

necessita di 7 Giorni di riposo, salvo complicazioni.


postato da: xdanisx alle ore 19:47 | link | commenti (54)
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sabato, 16 giugno 2007

DIVAGAZIONI

**********

 

(Per ridere un po’ tra una brutta notizia e l’altra…)

 

***********  

Il mio impegno per riabituarmi alla lettura ha avuto un ottimo avvio, con  due racconti che ho ripreso in mano (brevi, perché leggere in concentrazione è difficile dopo la perdita di allenamento): “Il monaco nero” di Anton Cechov e “Il capolavoro sconosciuto” di Honore de Balzac.

 

La mia amica Paola mi ha prestato “La strega di Portobello” di Paulo Coelho. Il volume mi ha impensierita….appena aperto ho sentito odore di sigaretta. Paola fuma tanto, ma…vuoi vedere che ancora hai bisogno di alibi per non affrontare pagine da far interagire con la vista, con cuore e circuiti neuronali…Ricorda che a 3 anni sapevi le tabelline…CORAGGIO!

 

Il romanzo mi prende, mi piace, lo gusto fino a sera, lo sto per completare, se interrompo adesso mi ritroverò orfana di una emozione positiva…

 

Mio marito di nuovo ha la febbre alta, odia medici e medicine, è un po’ provato. Madama insonnia mi agguanta, vorrei continuare a leggere, ma mi spiace tenere la abat jour accesa…Prendo una di quelle lampadine da appuntare sul foglio, tipo clip, un gadget che fa ridere il malato, continuo a leggere, ma non è la stessa cosa…

 

Mi alzo, incontro la gatta  dipendente da croccantini e sfiziosità gastronomiche, devo resistere alle compulsioni “materne”. Accendo il computer, me la ritrovo tra i cavi, vuole giocare e mi graffia...fa le fusa e graffia.

Comincio a visitare i blog cari, mi accorgo che Madama Insonnia distribuisce le sue grazie a tanti di noi, ritorno a letto…

 

La vicina ci fa trovare E-Polis sulla maniglia della porta. Lo sfoglio:

I due treni che, ad un passo dal paese di mio padre, si scontrano frontalmente, il macchinista non potrà dire la sua…Errore disumano. Il “Gay Pride” a Roma fa discutere, Vladimir Luxuria, invita, saggiamente ad evitare il topless…Se lo esibisse una qualsiasi donna, si ritroverebbe in clinica psichiatrica senza bisogno della richiesta del D.S.M (Dipartimento di Salute Mentale).

 

Leggo ciò che ho appreso in nottata dal post di Gianni: siti oscurati, ma candele azzurre di soppiatto…l’impegno e la rabbia. Leggo ancora: ragazze minorenni schiave-prostitute…delitti in famiglia…guerra civile tra Hamas e Fatah…

 

Ed è allora che il mio ingegno ha un’impennata notevole, più proficua del mio sistema, inventato da bambina, per spegnere la luce, senza alzarsi dal letto…un gioco di fili scorrevoli che mi ha dato lustro e che diverte ancora le mie sorelle….

 

Apro un catalogo di COSE INTROVABILI…mi chiedo se Introvabili stia anche per INVENDIBILI…Inizia la foto dell’omaggio: Il solito piumino da letto, reso di indicibile fascino dall’abilità di qualche architetto e fotografo, che, per prenderci per i fondelli,  ha inscenato una camera da letto e due ragazzi giovani e carini, che si prendono a cuscinate amorosamente. Lei è bionda e ben truccata, come tutte le padrone di casa che iniziano la giornata così. Chi oserebbe mai prendersi a cuscinate se non dopo un make up alla Diego della Palma? In un’altra foto tre bambini bellissimi, che non possono essere credibili figli della coppia di modelli…fanno  “bidibodibù” sul piumone, mostrando il lato bordeaux anziché quello rosa…La stanza tutto sembra meno che nido di amore e cuscinate di questi ragazzi…mi sento presa in giro…Immancabile il tavolino in acciaio e vetro con una azzeccata tazzina da caffè in tinta, che non teme di cader vittima del dolce giochino…Tre lampade bellissime, tende candide a pacchetto, ambiente minimalista con riviste falsamente riverse sul pavimento…Il tutto, in acrilico 100%…e penso ai miei capolavori tessuti in Sardegna ed all’uncinetto d’arte della vecchia zia, per non contare la collezione Bassetti che mia suocera ha lasciato negli armadi...

 

SFOGLIO: Caspita! C’è l’offerta “1 comprato, uno regalato”…Coprisedie che calzano come profilattici su sedie di legno chiaro, “oscurate anch’esse” senza averne colpa, ricoperte come fosse inverno…Perché coprirle? E’ estate!..sono anche carine…CONTINUO: coltelli, rotelle e strani aggeggi per tagliare la pizza, io uso la forbice da cucina…impiccio. Set di piatti per pizza orribili, con una fetta con tanto di oliva che avrebbe pretesa di tromp d’oil, ma è solo pacchianata…TUTTO per il microonde. Vedo una caffettiera carina, ma io prendo un solo caffè a settimana, fatto da Gina con la MIA  Alicia De Longhi, caffè persino decaffeinato, che ha il potere di trasformare la mia amica da rumena in…romana…momento che dura un sacco di tempo, lei mi parla di tutto e mi chiede. “Che devo fà”? ed io la correggo…“Fare” ..

 

Una serie di recipienti per riporre il preparato che mi farebbe comodo, però sono 16…non ho spazio. La nostra cucina “ l’è tutta da rifare”, direbbe Bartali...e le cose più belle che ho sono certi fregnettini della Alessi, con cui ho rotto le scatole a Claudio, mettiamoci la mia bilancia verde, il sottopentola di Cascais e delle teiere cinesi, souvenir di quella vagabonda di mia sorella…il CAOS fa il resto…

 

Le nuove padelle antiaderenti le ho comprate ieri, bisognerebbe cambiarle come fossero slip, se ad acciuffare il contenuto ci si mettono forchette metalliche, ma questa è una di quelle questioni matrimoniali, o di convivenza, se preferite, in cui bisogna guardarsi negli occhi e dirsi grevemente: “Ne vogliamo parlare???”

 

ANDIAMO AVANTI: eccolo: “Una sferzata di colore e….vitamine”! dice ammiccante la didascalia…ma questa è una sferzata di kitch terribile…Tovaglia di cotone e piatti, con l’immagine di arance intere ed a fettine…sto sorridendo da cretina…ma i barattoli meritano fragorose risate chè sono sbragosi forte: Per sale, zucchero, spezie, il tutto sempre con queste fettine terribili ed i coperchi con pomolo a forma di arancia intera o solo una fettina in miniatura…Poi il poggiamestoli, teiera, Completa il tutto un “Tappeto arancia dalla particolare forma rotonda” uno SPICCHIONE in acrilico 100% a 14, 90 euro…Li darei  per non averlo in casa….AIUTO…Intanto l’umore migliora e Mr. Tavor si è nascosto un po’…Robottini amorosi a tutti…

                                                              

                                                                    Danis


postato da: xdanisx alle ore 14:19 | link | commenti (61)
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martedì, 12 giugno 2007

Un paio di sandali

 

“Non porto scarpe col tacco”. Lo diranno milioni di donne, non più impensierite dalla statura, amanti della comodità, del vestire informale e delle sfiziosità etniche da indossare. E’ molto semplice entrare in un negozio, chiedere un modello visto in vetrina, misurare ed acquistare.

Per me, fino a quest’ultimo acquisto, ogni volta dovevo chiedere, insieme con le scarpe, la benedizione “urbi et orbi”, nonché esibire cartella clinica vocale con l’elenco di tutte le patologie che mi impediscono di portare scarpe da donna. “Buongiorno signorina, so di chiederle una cosa impossibile...vorrei un paio di scarpe senza alcun tacco, flessuose, senza punta, non infradito né ballerine, né sabot, perché…la schiena…(esibisco cicatrice di un miracoloso intervento che mi ha tenuta circa 9 ore in sala operatoria, al Rizzoli di Bologna)….sono ansiosa, indecisa…mi scusi…no, lo sapevo…so di chiederle troppo ".Viene il proprietario o la proprietaria, e vengo praticamente congedata.

Il mio intervento chirurgico, eseguito 4 anni fa, mi ha restituito una figura piacevole, una taglia 42, persino quel mio punto vita che adesso mi può consentire cinture strizzate, esattamente come facevo da ragazza.…ma io amo le mie fantapatologie, pesanti alibi di cui sono stanca.

Di nuovo una cerimonia. Stavolta, dopo lo straripare di ansia e perdita di tempo e  danaro per il matrimonio della nipote grande, agisco diversamente. Vado subito a piazza Vittorio, sperando di trovare qualcosa di elegante. Trovo ancora il negozio dove comprai l’abito nuziale. In vetrina si esibisce un completino turchese formato da pantaloni, top e gicchina..un completino alla “vorrei ma non posso” . Decisa entro. E’ quasi ora di chiusura ma lo vedo..E’ un incanto di pizzo nero e paillettes, pietruzze a tubetto, gioco di trasparenza sul decolletè , un collo alto, che mi dona perché sono modiglianesca, porcamiseria, non una giraffa, ho un collo slanciato. Dal punto vita in poi arriva l’effetto nuvola ampia, una serie di gonne e sottogonne che mi fanno sentire bellissima. Una stola in velo con preziosismi ai bordi. Lo provo….costa un botto ma è scontato, perché anche questo negozio presto diventerà uno squallido magazzino cinese di ciarpame e manichini, e me ne dolgo, come tutti i romani che ricordano le bancarelle e la caciara di una zona che è stata risanato e resa  persino bella, per sottrarla però agli antichi commercianti di Roma…ma questo è altro argomento…

Mi dico che un anno di convalescenza a letto e due anni di rieducazione faticosa, mi hanno restituito quello che avevo perso: grazia ed equilibrio. Devo completare con calzature degne. Non va bene il mio atteggiamento solito. Ho usato per anni scarpe pesanti e maschili, brutte e tozze per mortificarmi e rimanere invischiata al  pavimento, un pavimento che mi ha accolta impaurita, un pavimento segnato dal sudore dell’ansia. Come un Lazzaro morto non ho creduto nell’avvicinarsi del miracolo. No! Calzature quasi maschili, a scarponcino, magari colorate, ma impunturate, pesanti, con un fondo sempre da portare al ciabattino per aggiugerci altro spessore…per paura di cadere,di scivolare, di trovarmi per terra e senza terra sotto i piedi. Mi sento come una bella sedia stile Liberty, deturpata da gommini neri, come una vecchia in pantofole, come una malata di nulla e di tutto. Un elefante che nasconde un corpo che a me piace. Non sono una  vecchia cardiopatica con edemi degli arti inferiori. Il  mio cuore funziona. Sono stanca di questo mio martellante “effetto corsia” che, come un pernicioso mantra, mi convince della verità del mio insincero sentire. Ho equilibrio e stavolta quel capolavoro di abito non può essere mortificato da calzature inadeguate. Ed io non voglio più giacere in un letto, senza speranza di alzarmi, di poter avere ai piedi un sandalo con un briciolo di civettuolo tacco, non voglio credere…e al terzo negozio le vedo. Chiedo quel sandalo, lo provo, provo l’altro. E…Lazzara si alza e cammina. Non voglio tornare al pavimento. Io quel pavimento l’ho gattonato, l’ho sudato, ne ho rovinato la lucentezza, e lui ha rovinato la mia. Anni di doloroso cedere ad una paura infondata. Alzati e cammina. Il lavoro del chirurgo è ben riuscito, lo so, il miei due anni di riabilitazione a sfondare i polmoni per allungare e rendere simmetrica la muscolatura…hanno fatto effetto. I sandali vanno. Ed ho lo sconto di un numero, perchè i clown si rendono ridicoli con quello stesso stratagemma. Non sono stata neanche originale!..Poi una corsa dall’amica dove acquisto le borse, per una pochette in linea.

So che scosterò i capelli dal viso, lo offrirò a me, a chi farà le foto, lo offrirò alla voglia di non rinnegarlo, perché è lo stesso che è stato partorito insieme al resto. Un viso che era con me a 5 anni, era con me quando ho dato il primo bacio.Con  questo viso  ho sorriso quando ho fatto l’amore la prima volta, con questo viso ancora lo faccio…Il mio volto, lo stesso col bel tempo, col  freddo, col sudore estivo, col vento e le tempeste della vita, col pianto ed il riso. Non sono una persona a “settori”. E quei sandali argentati sono volontà di sollevarsi e risollevarsi…Sono un tendere verso l’alto, il sapere che avrò percorsi difficili per riacciuffare la dignità e la vita interiore ancora insonnolita, da scuotere all’azione. Un risveglio dal sonno che non fa pensare, che anestetizza. Non posso che sorridere per questo atto di amore.Un pò di tacco perché non mi basta più stare ferma, come un soldatino giocattolo, che non riesce a combattere il nemico interiore…Quanta fatica dietro un paio di sandali!    

 

                                                                                         Danis


postato da: xdanisx alle ore 14:00 | link | commenti (76)
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sabato, 09 giugno 2007

 AL SACCHEGGIATOR CORTESE

***

Ho buttato giù una cosa per l’amico Claudio

prendendo spunto da una canzone

bellissima.

Accetto consigli, data la difficoltà del testo.

******

CON CLAUDIO IL CIELO E’ PIU’ BLU

 

Il Saccheggiatore, nel suo mondo vario,

sì, crede all’amore, no ai sogni di gloria,

e posta il Ruanda e ha tanta memoria.

Qual Marco Travaglio, sputtana il serraglio.

Non è mica scemo, non guarda Sanremo,

ma occhiali un po’ strani smarriti su un treno…

Lui ama la zia, non va a Porta Pia

e tanto ha creato e rimaneggiato.

Na na na na na na na na na

 

Con Claudio il cielo è più blu uh uh uh uh

Con Claudio il cielo è più blu uh uh uh uh….

 

Rispetta opinioni, amici a milioni,

siamo numerosi, non certo noiosi!

crea il “robottino” la “tetta” coi fili,

lui scrive e regala commenti gentili.

Na na na na na na na na na

 

Con Claudio il cielo è più blu uh uh uh uh

Con Claudio il cielo è più blu uh uh uh uh….

 

Di fotografia lui ne fa poesia.

Con le filastrocche incanta le gnocche.

Lui le gemelline, ma non le veline,

lui Danis saccente e povera gente,

lui ama suo figlio, di idee è…vermiglio,

polimateriche cose ha postato

ed ha saccheggiato e riassemblato,

ha fatto di schede, il nostro Cortese,

dei veri trofei, da esporre in musei!

Na na na na na na na na na

 

 

danis

 


postato da: xdanisx alle ore 22:40 | link | commenti (46)
categorie: filastrocche
mercoledì, 06 giugno 2007

S P E S E   P A Z Z E

 

****

Filastrocca in stile trash, senza intenti politici,

dedicata a tutti i miei amici blogger

 

**** 

 

Stamane mi sono svegliata assai presto,

le 11 forse, ma non fa mai testo,

perché io di notte mi sento stranita,

da Madama Insonnia rincoglionita!

Ho fatto la spesa, signore e signori…

che grande notizia…per me gloria e onori,

giacchè non combino mai niente di buono

e resto sminchiata, perché tale sono!

Ho preso frollini al cacao, con nocciola

per sgranocchiarli con altri, da sola,

un misto per riso all’olio d’ulivo,

ulivo di Prodi, giulivo, giulivo

(a cui biciclette non devo comprare

viste le prebende del parlamentare!)

Al banco ortofrutta ho preso finocchi

per farne insalata condita coi fiocchi

“finocchi bastardi!” per Calderoli,

ma quello è uno stronzo….Ho preso cetrioli,

li ho presi un po’ duri, che sono più buoni,

si trovano in borsa….non fate i coglioni!

Con certi ortaggi ci buttiamo, noi, a pesce,

per farne battute di cui non ci riesce

giocosamente di far a meno,

che escono al volo, veloci qual treno..

un treno di quelli moderni, attrezzati,

e dico “attrezzati” e penso “dotati”….

Son certa di avere l’invidia del pene,

ma non del “silente”, che non mi conviene…

di quello che Freud ci ha scritto mattoni

con atti mancati e sogni a milioni.

Di arance a buon prezzo ne ho preso una sporta

per farne spremute e avere la scorta

ma non quella armata di agenti agguerriti

che stanno a proteggere certi banditi!...

Di onesti e tranquilli qualcuno si cura?

E la notte fuori non è più sicura!

A dirvela tutta io provo spavento,

paura pel prossimo, pessimo evento:

a Roma verrà quel gran criminale

che semina orrore e violenza mondiale!!!

Al banco dei fiori c’è una margherita,

che dite, ne faccio omaggio alla vita

o dono alla moglie di Ciccio Rutelli?

Che sta dappertutto: gran coppia di belli!...

Ho preso un po’ d’orzo, del latte e biscotti

per farne il “pappone” che un po’ ce li ha rotti,

li ha rotti da tempo e, mi consenta,

 io di Berlusca son proprio scontenta;

scontenta incazzata, per lui non c’è fine,

che ha faccia di culo, antenne e veline.

Ho preso un caffè profumato d’affetto,

di prosciutto cotto soltanto un etto,

e piena di borse ma senza quattrini

ho tosto snobbato il reparto dei vini.

Ho comprato pane pensando a noi tutti…

C’è chi ne fa incetta…si ingozza e fa rutti,

c’è chi non arriva ad un misero pasto,

c’è chi se ne frega…il mondo è sì vasto!...

Ed insieme al pane ho preso un grissino:

un pasto abbondante per Piero Fassino!...

Pensando a voi tutti ho preso invece canditi,

perché siete amici davvero graditi.

 

Danis

 

 

 

 

 


postato da: xdanisx alle ore 20:26 | link | commenti (59)
categorie: filastrocche
lunedì, 04 giugno 2007

UN DOLORE STEMPERATO

Il fatto di concepire l’esistenza come una gara con obbiettivi da non disattendere, è in fondo il dramma della mia vita. Frutto di una spietata severità legata al mio latitante e discontinuo senso di umiltà che fa coppia  con una notevole disistima…

E’ un sentire antipatico, che si affaccia con insistenza nei periodi di minor resistenza psicologica, in occasioni di prove più pesanti delle già non docili quotidiane sfide, nei momenti destabilizzanti.

Ed è momento di bilancio, per il prossimo compleanno, per il viso sciupato per insonnia e cefalea, per il pallore che non regala un riflesso di sana luminosità, per lo stress…

In questo periodo, per chissà quale strana combinazione, ho sentito parlare del bello e del brutto che vivono i genitori e la mia mancata maternità si è nuovamente ripresentata con un rigurgitante sconforto, in questi ultimi tempi.

Ci illudemmo che l’età non più verde e le mie concomitanti patologie, potessero consentire comunque il concepimento di un figlio nostro. Noi non volevamo un bimbo a cui dare amore ed essere in questo ricambiati...non pensammo all’adozione o, peggio all’affidamento di un figlio già nato. Non avremmo speso energie e sacrifici per un frutto che non fosse a nostra immagine.

Intelligente come il papà, bello come la nonna, fantasioso come lo zio, affettuoso come mio padre….

Sabato scorso, a tavola con la mia famiglia, l’argomento è stato di nuovo toccato e non ho retto. Dai miei occhi sgranati ho iniziato ad esibire lacrime patetiche, rivoli di disappunto, delusione, rabbia, risentimento, Con quel terribile mio essere sempre legata al passato, ho sciupato ancora di più i miei occhi, provati dall’insonnia e da una fragilità contingente. Sono scese lacrime a iosa, nell’esagerato gioco del mio teatrale, seppur sincero catastrofismo rituale.

Mio marito si è alzato dal divano, mi si è accostato per un bacio di conforto, per stemperare il senso di colpa che lui conosce e per cui soffre, ha asciugato i miei occhi con una carezza ed ha detto:  “Noi lo volevamo perfetto, non avremmo accettato le sorprese ed i rischi di una esperienza tanto esposta ad imprevisti. Se io, che tanto amo i libri e lo studio, avessi avuto un figlio lavativo  ne avrei fatto un dramma…su, sii serena”.

Mi sorprendo per  questa sua capacità di allentare la tensione e dissipare la mia tendenza ad assumermi responsabilità per cose di cui non sono colpevole…

L’esistenza in dotazione, non è l’abito su misura che esce dal cesellante lavoro della più abile sarta, non è l’elettrodomestico in garanzia, con possibilità di sostituzioni di parti difettose . Non abbiamo diritto a nessun rimborso.

La vita si piega in quel fiume di lacrime asciugate da una carezza di balsamiche virtù…

E pazienza se i nostri libri finiranno in una bancarella, strapazzati dal tempo, maltrattati dalla malagrazia con cui si fruga tra certe cataste. senza rispetto.

                                             Danis 

                               


postato da: xdanisx alle ore 22:28 | link | commenti (41)
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