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mercoledì, 28 marzo 2007

SCAMPOLI DI PAROLE: il libro

Apro il libro di "chimica biologica" che lui ha comprato per me, per questo esame impegnativo che devo dare in fretta, per questa prova da affrontare.

Vedo delle note scritte a matita, lungo i bordi, a lato della parte stampata. Piccole frasi. "Dove sei...mi manchi...ti penso...mi chiami?..Ti amo,ti prego, chiamami..."

Sono scritte che non voleva mostrarmi, che ha dimenticato di cancellare. La sua grafia è minuta ed ordinata, sono li per me, sono rubate.

Un dono inaspettato.......

                                             Danis


postato da: xdanisx alle ore 19:17 | link | commenti (25)
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Scampoli di parole: il golf

Passiamo il pomeriggio insieme, è un sabato o forse una domenica. Ci incontriamo al solito posto. Gli appartengo, mi appartiene...

Mani intrecciate, baci, il nostro desiderio, il sapore della sua pelle...

A sera, arriva il freddo e lui si toglie il suo golf per proteggermi. Lo indosso ancora quando torno a casa...Mi metto a letto, sola, ad annusare quel golf che non è coperta di Linus, che non è orsetto per cancellare la paura, che non è....

E' il golf che ha il suo odore. E' il golf che indossava. E' il golf che lui mi ha dato per proteggermi dal freddo, il golf che annuso, di notte, nel mio letto.

Sto diventando grande.....

                                                            Danis


postato da: xdanisx alle ore 18:27 | link | commenti (8)
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domenica, 25 marzo 2007

SENZA FRONTIERE

Sono sorpresa nel constatare la grande difficoltà che provo nel raccontarmi. Avere un blog, seppur minimo come il mio, spoglio di foto ed effetti grafici, potrebbe essere un mezzo davvero utile in questo senso. Sono sufficientemente aperta al dialogo ed al confronto, ho vissuto e vivo cose che potrebbero essere interessanti, invece.....

mi ritrovo a commentare lungamente gli scritti degli amici, che mi trovano lettrice appassionata, con desiderio di partecipazione, ma non trovo equilibrio nel discernere cosa si "può" o cosa si "vuole" condividere. Tra i miei scritti non c'è nulla di notevole, ma conservo molte filastrocche, qualche raccontino, e nella testa idee che si sovrappongono in un caleidoscopico assetto.

Ho paura di non gestire il normale distacco tra le cose davvero personali, o tra il ciarpame che si coltiva, e le cose che potrebbero essere oggetto di scambio con gli amici che ho trovato,numerosi e benevoli?  Sono un pò perfezionista? sono solo spaventata all'idea di fare brutte figure scrivendo fesserie? O, come credo, non ho frontiere e vivo i rapporti con gli altri in modo problematico, senza la tranquillità necessaria?

Sono troppo severa, o solo prudente? Aspetto qualche barlume, continuando a sbagliare.

                                             Danis


postato da: xdanisx alle ore 06:08 | link | commenti (38)
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giovedì, 22 marzo 2007

MACKA, OVVERO IL PREZZO DELLA LIBERTA'

La gatta Macka è bella, accattivante. Come una donna graziosa che sa di esserlo, adora farsi corteggiare, coccolare, essere oggetto di premure che ai più sono negate. Ama la casa in cui arrivò cucciola, dove non ha però mai consumato il cibo domestico, e men che mai quello che i gatti liberi, realmente liberi, vanno a procurarsi.

E' giusto che io rispetti il suo amore per lo spazio che l'ha vista crescere, ma la sua selvaggia maniera di affrontare la vita non si adegua alle esigenze che manifesta, all'amore smodato per croccantini e bocconcini, cui qualcuno deve pur provvedere.

La libertà costa moltissimo, e ciò vale non solo per gli esseri umani, ma anche per gli animali...

                                                         Danis


postato da: xdanisx alle ore 09:43 | link | commenti (14)
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mercoledì, 21 marzo 2007

MISSIONE FALLITA

Abbiamo percorso circa 750 Km. per andare a prendere Macka, che pensavamo piuttosto entusiasta all'idea di cambiare aria, di venire a vivere nella capitale, con ogni nostra migliore intenzione accuditiva.

Una tappa, durante il viaggio di andata, mi ha regalato l'aria frizzante  di una spiaggia deserta e soleggiata, ancora, ufficialmente, fuori stagione, ma colma di sole e del profumo di acque cristalline. Un pò di emozione davanti ai tramonti, il piacere di una solitudine che cerchiamo sempre, nella nostra "avidità" di turisti esclusivi.

Si prosegue e si lascia la costa. Macka è  gioiosa ed comincia  a giostrasi fin dalle scale, a rotolarsi sul pavimento, ad incedere come una modella un pò in sovrappeso, con la coda ondeggiante, l'andamento sinuoso ed il suo miagolio irresistibile....

Ha preso confidenza con il trasportino e, come sempre, si impossessa di poltrona e divano, acciambellata ed elegante, finchè, stamattina....all'ora della partenza, la sua anima felina si è ribellata al progetto del trasferimento.

Con le buone e le cattive, col consiglio del veterinario, con tre amici sulle sue tracce, con la mia pazienza andata a farsi benedire, si è divincolata ed ha cercato incredibili nascondigli.....

750 km. per andarla a prendere...mai  decidere prima di essersi accordati! Lei è un essere autonomo e libero!..

No! Anche la neve in strada! Che rabbia! Che confusione! Che grinta questa gatta, che temperamento!  Catene a bordo, si rientra col senso di un piccolo fallimento!

                                                         Danis


postato da: xdanisx alle ore 22:16 | link | commenti (9)
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mercoledì, 14 marzo 2007

BREVE VIAGGIO CON GATTA

Stiamo in partenza, andiamo a prendere Macka, la gatta che ci aspetta, oramai rimasta sola in quella grandissima ed un pò trabballante casa fine '800. E' una gatta nera a pelo lungo....affettuosissima!

Augurateci buon viaggio e buona fortuna. I gatti neri sanno dimostrare affetto e portano bene, se trattati con cura.

                      A presto.

                                           Danismiagolante


postato da: xdanisx alle ore 14:34 | link | commenti (16)
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venerdì, 09 marzo 2007

JALAL

            

JALAL

 

  Il saggio Hau Chiang, con la sapienza di chi conosce l’ineluttabilità del dolore per tutte le creature viventi sulla terra, seppe trasformare l’albero Jalal in bonsai.

  Ci volle molto tempo, ci vollero le sue mani abilissime, la grande esperienza e passione per questa nobile arte. Ci riuscì dopo lunghe e dolorose operazioni sulle radici di Jalal che tremava al solo percepire i passi del suo padrone che passeggiava a piedi nudi e lievi nel giardino.

  Per Chiang, Jalal era l’opera d’arte più amata, e, dopo averla visitata tutti i giorni, proseguiva il suo cammino sorridendo per la meravigliosa fioritura dell’albero della Bodi, per il rumore sommesso del ruscello che, da un lato della sua casa, scorreva trasparente tra argini di ciottoli e conchiglie.

  Si rallegrava per l’erba verde e soffice, per la cupa bellezza delle rose scure, ed i suoi discepoli lo ascoltavano rapiti da quelle parole di sapiente che amava tanto il vagare continuo e gioioso tra la sua casa e le sue creature là fuori. Anch’essi erano presi dalla bellezza di questo piccolo paradiso e seguivano il maestro nelle sue passeggiate ed ogni volta si soffermavano ad ammirare quel piccolo bonsai preziosissimo.

  Nessuno poteva capire la sofferenza di Jalal, costretto a vivere in un piccolo e prezioso vaso, così disperato e umiliato da non riuscire neanche più a compiacersi dei suoi lamenti. Stava morendo, si stava abbandonando alla sorte di essere tanto piccolo rispetto alla grandezza del suo padrone e lo stupore muto dei suoi discepoli. Era oggetto di cure, dettate da una passione che lo portava ad un dolore ormai troppo poco sopportabile. Gli era difficile persino il ricordo dei suoi rami nodosi, delle foglie lucide e dei fiori leggeri come batuffoli di seta rosa. In primavera sentiva i boccioli che emergevano dolenti come spine. La sua linfa era un fuoco che lo rendeva speciale: era un albero vivo, seppur costretto nella sua prigione di porcellana preziosa e sottile.

  In una notte di luna piena, Hau Chiang si addormentò vicino al muro che una mano delicata e sottilmente femminile aveva decorato con disegni di draghi e farfalle. Il saggio si addormentò sulla sua stuoia, incantato dal cielo luminoso, irresistibile e ricco di riflessi iridescenti, di pennellate blu, di masse di sublime   chiarore, un cielo con i colori più belli del creato, grazie ad una luna d’argento che regalava al cielo il suo splendore .

  Jalal sentì su di sé i raggi luminosi e provò una sensazione a lui sconosciuta: il prezioso vaso che lo conteneva si aprì in due pezzi che caddero sull’erba senza far rumore e le radici tornarono alla vita facendosi strada tra le pietre del muro che gli erano sottostanti.

  Al mattino, mentre in cielo sorgeva il sole, trovarono Hau Chiang invischiato tra robuste radici, le sue membra intrappolate per sempre in una posizione di sonno innaturale.

  Jalal sentì il vento che lo riportava alla vita ed il ruscello che poteva di nuovo lambire il suo tronco e una luce che lo nutriva con gocce di rugiada gonfie come perle.

  Fu una grande primavera, la più bella nella lunga vita di Jalal.

 

 

                                                              Danis                


postato da: xdanisx alle ore 17:35 | link | commenti (19)
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giovedì, 08 marzo 2007

Kobra

Zapping3Kobra e quella Forbice di “Zapping”

 

 

    Kobra Rahmanpour è una giovane iraniana di 26 anni, che, avendo ucciso la suocera (la quale, a suo dire, la opprimeva, non risparmiandole nemmeno frequenti aggressioni fisiche), è stata condannata all’impiccagione; pena la cui esecuzione è temporaneamente rimandata, la qual cosa porta almeno a sperare che, secondo le leggi vigenti nella repubblica islamica, la richiesta di una indennità economica in cambio del perdono, da parte della famiglia dell’uccisa, permetta all’assassina di salvarsi.

    Una vicenda molto dolorosa, com’è evidente, che è comprensibile impegni, quanti sono contrari per principio alla pena di morte, in iniziative volte a sottrarre alla forca la giovane vita di una persona probabilmente costretta davvero, in una condizione ambientale pesante, all’esecrando gesto.

    Non appare tuttavia sincera e credibile la campagna, con concomitante richiesta e raccolta di firme, condotta dalla trasmissione radiofonica “Zapping”, alla cui guida è, da molti anni, il tanto insinceramente “liberale” e “umanitario” quanto, in verità, fazioso, non veritiero e arrogante Aldo Forbice, il cui totale conformismo alle posizioni “politicamente corrette” è ben noto a chi abbia un minimo di autonomia mentale e morale. Le dette virtù di così preclaro conduttore (sostenuto da “ospiti” altrettanto “illuminati” e “ortodossi”, sostanzialmente compiacenti, nonché da plaudenti ascoltatori, inebriati ma impacciati nel loro ruolo di candide comparse di tanto meritorio salotto radiofonico) si stanno infatti manifestando nella loro quintessenza in occasione di questa triste vicenda. Così, mentre la campagna a sostegno della vita di Kobra non è mai accompagnata da doverose precisazioni sul suo delitto, essa invece viene gridata, perfidamente, in sincronia, anzi in perfetta coincidenza, col messaggio che in maniera ossessiva recita “No alle bombe nucleari, sì alla democrazia e ai diritti umani in Iran”; il che, come dovrebbe essere lampante, tendenziosamente spinge quanti non informati sull’effettivo reato della giovane donna a ritenere che di persecuzione politica ella sia vittima, avendo presumibilmente osato affermare in qualche modo la libertà nel contesto di un bieco regime autoritario. Per di più, a dimostrazione della assoluta malafede del detto personaggio, come poter credere che la raccolta di sia pur decine di migliaia di firme possa esercitare una positiva influenza sulla dirigenza iraniana, additata contemporaneamente e sistematicamente al pubblico ludibrio? Sia pure provvisoriamente e tatticamente, qualora davvero stesse a cuore la vita di Kobra, non ci si dovrebbe astenere, almeno limitatamente alla vicenda che la vede protagonista, da atti di pesante e ostile intromissione  negli ordinamenti e nelle scelte del governo del suo paese? 

    Pretestuosa, è, insomma, per il Forbice di Zapping, la vicenda che sta vivendo la giovane iraniana, in quanto gli dà modo di sviluppare al massimo, in maniera ipocrita e del tutto sleale nei riguardi di chi pensa diversamente, la sua sorniona professione di solerte servitore di ogni aspetto e di ogni livello dell’assetto politico e culturale che fa capo al padrone americano. A parte quindi i più mirabolanti argomenti per giustificare ogni azione della ditta “stelle e strisce” (dalla base di Vicenza ai missili in funzione antirussa nei paesi dell’est europeo), ecco quindi tale magnifico fior di liberaldemocratico “tagliare” e spesso umiliare inesorabilmente i pochi temerari che si arrischiano a dire in trasmissione ciò che effettivamente pensano. E ovviamente nessuna campagna, questo poco gradevole ma evidentemente intoccabile personaggio, ha mai fatto né mai farà contro la pena di morte di marca nordamericana: né contro quella comminata ai singoli né contro quella comminata ai popoli, in entrambi i casi con tecnologia molto più avanzata rispetto a quella impiegata dalle leggi iraniane, di cui a ragione si pretende il monopolio, in perpetuo, come quello di conduttore, a “Zapping”, di Aldo “la forbice”…

 

Quello sopra riportato è un articolo apparso sul quotidiano "Rinascita", che condivido in pieno, di una persona a me molto vicina....Grazie dell'attenzione.

                                                                  Danis


postato da: xdanisx alle ore 21:38 | link | commenti (9)
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martedì, 06 marzo 2007

NIENTE MIMOSA

"L'8 marzo non è un anniversario, ma un giorno di lotta rivoluzionario" era lo slogan degli anni 70, con l'impegno forte, senza mimose, ma col bellicoso mazzetto di prezzemolo, a ricordarne l'effetto abortivo, consumato in clandestinità, con vittime cancellate, sui tavoli delle "mammane". Per le più accorte, un volo a Londra, dove si poteva usufruire del metodo Karman, molto meno invasivo, o in cliniche private, mentre si aspettava una legge seria, che si è fatta attendere.

Non amo più l'8 marzo, non mi sento una specie in via di estinzione, da proteggere come l'orso marsicano.

Non ho bisogno di questo giorno per andare a mangiare una pizza con le amiche, perchè dovrei farlo? Posso andarci quando ne ho voglia, godendo della compagnia di amici cromosomicamente yy, ai quali voglio tanto bene!

Questa strana invernata, dolce più del solito, ha fatto fiorire anzitempo le mimose, ed allora perchè non omaggiarci tutti con un bel mazzo di carciofi, magari da cucinare "alla giudìa"... pensando allo scenario drammatico della Palestina!

Le streghe son tornate? Baci a tutti, donne e uomini. Danispolemica


postato da: xdanisx alle ore 21:09 | link | commenti (29)
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venerdì, 02 marzo 2007

SPINGOLA FRANCESE

 

( piccolo senso della libertà )

 

 

  

   La spilla cadde sull’erba dal grembiule della signora Clelia, la moglie del giardiniere, che approfittava del poco tempo libero nelle ultime belle giornate per lavorare con ago e filo, all'aperto.

   In quel piccolo pezzetto di prato ci fu grande curiosità e ammirazione per la creatura appena arrivata. Una creatura sottile ed agile, leggera e lucentissima che, turbata e felice, si alzò ed iniziò a danzare, con lo snodo a farle da fulcro, piroettando allegramente al sole, dopo tanta vita passata al buio nel taschino interno del cesto da lavoro di Clelia, chiusa e addossata alle sue mute, anonime compagne.

   Tutti gli abitanti del giardino rimasero abbagliati da tanta luccicante agilità, ma arrivò la sera e la spilla cominciò a patire il freddo, ed ebbe paura. Era gelida ed immobile, inerme ed aperta. I fili d’erba le stavano attorno come per proteggerla dall’umidità della notte, che alla luce della luna la rendeva ancora più bella.

   Si svegliò da un brevissimo e delirante sogno, dolorante, tra implacabili gocce di rugiada. Si rese conto di essere solo un insignificante aggeggio d’acciaio, oramai inservibile, ed ebbe ancora paura per il suo futuro al gelo ed alla ruggine che sarebbe arrivata a renderla una pericolosa spilla da evitare, da allontanare col piede, da sotterrare per paura che potesse far male. La libertà che aveva sfiorato l’avrebbe portata alla follia ed alla morte, cui un essere inossidabile come lei non era pronta.

   Trascorse ancora una notte fuori e disperò di farcela. Nel suo delirio le sembrò di sentire il calore della tasca del cesto, le sue compagne…

   Infine, quella mattina fu raccolta dalla figlia del giardiniere che andava di buon passo sul viale, per non perdere il bus che l’avrebbe portata a scuola. L’asciugò per bene con l’orlo del golf e la chiuse in vita su una piega che formò in  quella gonna troppo larga per lei, così snella e graziosa.

   La ragazza di corsa oltrepassò il cancello, inconsapevole del miracolo che aveva operato.

 

 

                                                                 Danis

 

                         


postato da: xdanisx alle ore 19:14 | link | commenti (19)
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